NOTA STORICA

Stornarella è un comune pugliese della provincia di Foggia con 5360 abitanti. L’economia locale è basata prevalentemente sull’agricoltura. Le origini risalgono al 1774 quando per rendere produttiva la piana, re Ferdinando IV di Borbone fondò i borghi di Carapelle, Ordona, Orta Nova, Stornara e Stornarella, con 500 famiglie coloniche che presero il nome di cinque Siti Reali. Lo stemma è composto di una torre (rappresentante un’antica struttura contadina). Stornarella è il punto più alto sul livello del mare dei Cinque Reali Siti, di 154 m s.l.m.

La prima realtà pentecostale a Stornarella fu per opera del fratello Nicola Truoccolo. Umile contadino, nel 1940 emigrò in America dove ricevette il messaggio dell’Evangelo. La sua vita fu trasformata dall’amore di Cristo. Nel 1948 tornò al suo paese nativo per proclamare l’Evangelo ai suoi famigliari e ai suoi conterranei; fervido dell’amore di Cristo si recò nei paesi limitrofi in cerca di credenti, per condividere l’amore e l’amicizia cristiana che li univa nell’Iddio della loro salvezza. Inoltre Truoccolo era alla ricerca di un fratello che lo aiutasse nel condurre anime al Signore.

A Cerignola, tra i fratelli pentecostali emergeva la figura di Donato Patruno, un ex frate cappuccino del convento di San Giovanni Rotondo che gli fu annunciato il messaggio della verità, accettò Gesù come suo Salvatore. Lasciò la chiesa cattolica, perché non condivideva più la sua dottrina.

La testimonianza e il manifestare apertamente la sua fede nel Cristo vivente, lo rese libero di divulgare l’Evangelo, da frate cattolico a zelante predicatore pentecostale. Nel 1949 la sua casa divenne una comunità di oltre venti persone, in Via Galliani a Cerignola.

Truoccolo aveva un gran desiderio di far conoscere Cristo Gesù ai peccatori e condurli alla salvezza. Il suo handicap era la poca istruzione che lo impediva di esprimersi. Chiese a Patruno di aiutarlo nella cura del piccolo gruppo che si era formato. Ci fu un accordo tra loro. Truoccolo evangelizzava le persone e le invitava ad andare al raduno cristiano, mentre Patruno portava il messaggio della Parola con franchezza, affidandosi alla guida dello Spirito Santo.

Da Cerignola, Patruno con la moto sfidava ogni intemperia per recarsi a Stornarella a portare la Parola ai fedeli che si radunavano nella casa di Truoccolo.

Antonio Piazzolla, durante la seconda guerra mondiale (dal 1943 al 1946), mentre era prigioniero in un campo di concentramento in Turchia, un credente della chiesa dei Fratelli, gli parlò dell’Evangelo. Tornato a Stornarella, suo paese nativo, incontrò Tobia Tummolo, un fratello anziano che gli parlò della salvezza in Cristo. Nacque in lui il desiderio di conoscere la “Verità”.

Iniziò a frequentare la nascente comunità in casa di Nicola Truoccolo in via Felice Cavallotti nel 1949 realizzò la salvezza sperimentando la nuova nascita. I fedeli aumentarono e fu necessario affittare un locale più grande sito in Corso Roma, 32.

Dopo alcuni anni, per delle incomprensioni tra fedeli, il gruppo si divise: una parte andò con Patruno e una con Piazzolla nella sua abitazione di via Lamarmora, 28. Patruno curava i due gruppi in giorni diversi. Negli anni ‘50, nonostante fossimo in pieno regime repubblicano, era ancora in vigore la famigerata circolare fascista Buffarini – Guidi che dichiarava illegale il culto pentecostale in Italia.

La sopraffazione era insostenibile e i datori di lavoro non assumevano gli operai evangelici questi, erano costretti andare in altri paesi o all’estero in cerca di lavoro. Le autorità ecclesiastiche mandavano i carabinieri a interrompere le riunioni di culto; i fedeli erano portati in caserma, arrestati e minacciati. Tutto questo, non impediva l’attività evangelistica imposta dal voler obbedire fedelmente al mandato di Gesù. “andate per tutto il mondo e predicate il Vangelo”. Marco 16:15.

Erano trascorsi diversi anni che Patruno, presiedeva la comunità di Stornarella, un giorno disse a Piazzolla “A Cerignola ho la mia chiesa da curare e anche delle comunità nei paesi limitrofi, fratello Antonio è tempo che anche tu curi la chiesa!”, e Piazzolla “Con l’aiuto di Dio m’impegnerò”.

Da Foggia, alcuni fratelli andavano a Stornarella per incoraggiare la comunità, fra questi il fr. Antonio Colotti, Giuseppe Rosania, Giovanni Ferri ed altri.
 Vito Manfredi di Stornarella è stato un collaboratore.

Nel 1970, il fratello Giusti, italo-americano, pastore itinerante in pensione che aveva un grande amore per i fratelli dell’Italia meridionale e che ogni anno si recava per visitare le comunità, soggiornò e predicò la Parola a Stornarella per tre mesi. Dio si manifestava con potenti miracoli di guarigioni e di liberazioni. Piazzolla, per molti anni curò la comunità di Stornarella mettendo a disposizione prima la casa dove abitava poi un primo garage in via Alessandro Volta, in seguito un secondo garage molto più grande in via Amatore Sciesa.

Per sostenere le spese di gestione fu istituita la raccolta delle offerte. Nel 1975, dall’America ritornò il fr. Giuseppe Picca, un giovane di Stornara. Si recò a Stornarella un paese vicino, per conoscere il fr. Antonio Piazzolla, nacque tra loro un’amicizia vera e profonda che li univa nell’amore dell’Iddio della loro salvezza.

Piazzolla, spesso invitava Picca a predicare, gli piaceva il suo modo di esporre la Parola perché era molto preparato. Dopo qualche tempo Piazzolla propose a Picca di prendersi cura della comunità cosa che accettò di buon cuore. Pieno di entusiasmo e di buone iniziative, si prese cura della comunità.

Picca era noto a tutte le chiese della provincia per la sua forte voce tenorile. Il suo cantico preferito era: “Gerusalemme”. Introdusse la musica e il canto in chiesa, impegnandosi con un maestro che insegnò alle sorelle: Nina Pasquariello e Sabina Truoccolo a suonare e dirigere i cantici. La comunità crebbe numericamente anche perché la famiglia di Picca era molto numerosa, undici fratelli più famigliari e parenti convertiti. Dio era in mezzo al suo popolo benedicendolo, molti si battezzarono in acqua confessando la loro fede in Cristo e parecchi furono battezzati nello Spirito Santo.

La comunità era fervente, oltre trentacinque fedeli più simpatizzanti e ragazzi.

Picca, sposò la sorella Rosa Quarticelli di Cerignola, valida e instancabile collaboratrice.

Il fratello con grande dedizione si prendeva cura di tutte le attività: “Culti serali, servizi di evangelizzazione all’aperto, scuola domenicale, visita agli infermi negli ospedali”, delle comunità di Stornarella e di Canosa di Puglia. Prima dell’arrivo del fr. Picca dall’America, tra i fratelli ci fu un’incomprensione che portò la comunità a separarsi. L’uomo vuole sempre far prevalere la sua visione e non quella di Dio. Picca si dispose molto per i fratelli nel mettere pace . “edificò le mura rotte”. Neemia 7:1.

Le radici del perdono sono in Dio che è il grande perdonatore, il Suo amore sovrasta ogni pregiudizio umano.

Nel 1980 Francesco, figlio di Nicola Truoccolo, seppe da un suo conoscente che era in vendita un locale a modico prezzo, pensò che sarebbe stato buono per il servizio di culto per il Signore; portò a conoscenza il pastore e la comunità di questo possibile acquisto. Nel 1980, tutti i fedeli entusiasti della proposta, contribuirono economicamente per l’acquisto del locale in Via Bovio, 22.

L’impegno del fratello Antonio Piazzolla per l’opera di Dio fu sempre una priorità assoluta nella sua vita. Fu promosso per il cielo il 18 giugno del 1994 i funerali furono fatti dal fr. Giuseppe Rosania a Foggia in vico San Martino, 11.

“ Ecco, l’occhio del Signore è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benevolenza.” Salmo 33:18

Picca curò diligentemente le comunità per oltre diciassette anni (1975 – 1992). Continuò il suo ministero come pastore itinerante. Umile servo di Dio amato e stimato da tutti. A causa della sua salute fisica, trascorse un periodo in una struttura per anziani ad Ariano Irpino. Egli tornò alla casa del Padre il 12 ottobre del 2011. I funerali furono celebrati nella chiesa di Stornarella, a lui particolarmente cara, dai f.lli Enzo De Fano e Franco Arnese pastore della comunità.

“Chi vince sarà dunque vestito, di vesti bianche, e io non cancellerò il suo nome dal libro della vita, ma confesserò il suo nome davanti al Padre mio e davanti ai suoi angeli”. Apocalisse 3:5

EPISODIO – ANNI ‘50

Antonio Candelino, un giovane di diciassette anni, primo di nove figli, si convertì all’Evangelo, unico giovane della comunità, fervente nella fede. Amava molto evangelizzare insieme ai fratelli della provincia di Foggia. Una sera mentre Antonio tornava da Ascoli Satriano con il motorino, dove era andato a predicare, il padre che da lontano lo riconobbe corse in casa a prendere il fucile dicendo: Questa sera lo toglierò davanti, lo ucciderò. Le sorelle Grazia e Carmela, bloccarono il padre tenendo il fucile con la canna verso l’alto per non far colpire il fratello. Il padre vista la resistenza delle figlie, minacciò Antonio dicendo: predi queste diecimila lire e sparisci vattene! Non farti più vedere. Antonio partì per Torino. Dormì nella stazione finché non trovò un posto, dove andare. Cercò la chiesa, fu accolto in casa di un fedele, Agostino Schifino, in seguito si fidanzò con la figlia e la sposò. A Torino Dio gli dette il ministero pastorale.

Erano trascorsi degli anni. Grazia, fece una preghiera al Signore dicendo: Fa che mio fratello Antonio, mi chieda di andare a Torino, insieme alla mia famiglia senza che io glielo chieda, desidero che Tu mi risponda. Dopo sette giorni circa, Grazia ricevette una lettera da suo fratello. Cara sorella Grazia, se vuoi venire a Torino, io ti ospito a casa mia, insieme a tuo marito e la bambina. Grazia rimase scossa dall’invito del fratello e disse: Signore, quando ti ho fatto questa richiesta non c’era nessuno in casa con me allora tu sei vivente! sei presente! Di questa mia richiesta non ho parlato con nessuno neanche con mio marito. Signore adesso cosa devo fare? Mio marito non sa niente di questa mia richiesta, come faccio a convincerlo? Con me abita mia suocera, ed ha un solo figlio maschio! Ora voglio vedere la tua mano all’opera! Mostrò la lettera al marito dicendo: Mio fratello Antonio ci invita ad andare a Torino con tutta la famiglia. Il marito Giuseppe Damian, senza esitare disse sì andiamo! Grazia, felice ringraziò Dio che l’aveva ascoltata. Il mese di maggio del 1968 tutta la famiglia partì per Torino.

EPISODIO

A Stornarella il padre di Grazia e Gina Candelino era ostile verso gli evangelici, infatti, cacciò di casa il figlio Antonio minacciandolo di morte. Gina frequentava la chiesa evangelica contro la volontà del padre che la vessava. Ferma in ciò che aveva creduto, mentre il padre la picchiava, diceva: “Papà tu ti stanchi a picchiarmi, picchiami pure, l’unico dolore è che tu mi proibisci di andare nella casa del Signore. Io non rinuncio al mio Dio!” Il missionario Settimio Strangio (di origine calabrese) proveniente dall’Africa, venne in l’Italia e si fermò a Stornarella, dove conobbe Gina e la chiese in sposa. Il padre acconsentì al matrimonio della figlia col rito civile.

Grazia e Gina a Torino abitavano nello stesso edificio. Michela, la figlia di Grazia si ammalò di dissenteria e stomatite ed era costretta a continui ricoveri in ospedale. Un giorno, Gina disse a sua sorella: “Basta non ce la faccio più a vedere soffrire questa bambina”. Il pomeriggio, Gina col marito andò a casa di Grazia e prima di entrare Settimio disse a sua cognata: “Prima che io entri a pregare per Michela, credi che Gesù la può guarire?” Questa domanda gli fece ricordare il miracolo di Gesù che risuscitò Lazzaro. Grazia senza esitare disse: Sì! Io credo. Settimio impose le mani sulla piccola Michela e pregò. Grazia afferrò per mano la bambina e disse: “Alzati perché Gesù ti ha guarito!” Gesù esaudì la loro preghiera. Quella sera il padre di Michela vedendo la figlia guarita credette. Prese la Bibbia e disse da questa sera io andrò in chiesa. Grazia si battezzò il 27 agosto 1968 nel mare di Albenga.

I PRIMI CONVERTITI

Tobia Tummolo, Antonio Piazzolla e moglie Maria Sarcina, Domenico Tummolo, Francesco Scignimanco e moglie, Vito Manfredi con famiglia, Teresa Manfredi, Angelantonio Castelli, Rosa Castelli, Carmela Castelli e famiglia, Antonio Candelino (il giovane di diciassette anni perseguitato dal padre), Sr. Melchionna, Lisa, Angerame, Nicoletta Albanese, famiglia Luongo, Antonietta Occhicone, Grazia e Gina Candelino, Nina Pasquariello tanti altri che seguirono.

L’Evangelo è l’unica fonte di vera libertà. I nostri fratelli credenti, risoluti testimoni dell’Evangelo ci hanno lasciato un’eredità di libertà e di fede. “Conoscerete la Verità, e la Verità vi farà liberi”. Giov.8:32

VARI LOCALI DI CULTO

locale di culto in casa Truoccolo in Via Felice Cavallotti – locale di culto in Corso Roma, 32 – locale di culto in casa di Piazzolla Via Lamarmora, 28 – locale di culto, primo garage di Piazzolla – locale di culto, secondo garage di Piazzolla via Amatore Sciesa – Attuale locale di culto Via Bovio, 22.

CONDUTTORI DI CHIESA:

Donato Patruno – Antonio Piazzolla Giuseppe Picca dal 1975 al 1992 Giuseppe Giuliani dal 1992 al 1998 Vincenzo Losapio dal 1998 al 2010 Franco Arnese dal 2010 al 2014 Giuseppe Cirulli dal 2014 al 2018 – dopo per otto mesi tra il 2018 e il ‘19 il fr. Vanni Bondesan. Dopo di lui la chiesa di Stornarella è curata dal fr. Luca Occhiuchiuso su delega del pastore di Foggia, fr. Fulvio Tarabella. Dal 2021 è ufficialmente pastore conduttore di Stornarella.

Maria Torraco

Testimonianza raccolta dalle sorelle Nina Pasquariello e Grazia Candelino a Stornarella in data 21 agosto 2018