Nota storica

San Severo  è un comune della provincia di Foggia in Puglia, con circa 55.000 abitanti, sorge nel tavoliere settentrionale a 86 m s.l.m. con un’economia prevalentemente agricola con la produzione di vino, grano uva e olive di qualità. Il vino sanseverese è stato il primo, in Puglia, ad ottenere la denominazione di origine controllata (1968).

Secondo la leggenda rinascimentale la città fu fondata dall’eroe greco Diomede col nome di Castrum Drionis (Casteldrione), sarebbe rimasta pagana fino al 538 quando Lorenzo Maiorano vescovo di Siponto, avrebbe imposto all’abitato il nome di un fantomatico governatore Severo, da lui convertito al Cristianesimo.

Il nome della città deriva da quello del santo patrono, San Severino, Il nome Sanctus Severinus, compare in sette documenti redatti tra il 1116 e il 1266. La forma Sanctus Severus, invece, è attestata la prima volta in un documento del 1134

Nel 1931 il comune, su richiesta del Ministero dell’interno, adottò ufficialmente la grafia San Severo.

Dalla fine del Quattrocento al 1579 fu capoluogo di Capitanata.

Il 30 luglio 1627 un terremoto  con epicentro localizzato presso San Severo, rase al suolo la città. Fra tutti i terremoti conosciuti aventi epicentro in Puglia è stato di gran lunga il più violento sia per magnitudo sia per numero di vittime.

Presenta un notevole centro storico ricco di monumenti barocchi, palazzi signorili, monasteri e magnifiche opere per le quali il 2 febbraio 2006 ha ottenuto il riconoscimento di città d’arte.

Testimonianza evangelica pentecostale a San Severo

L’opera pentecostale è sorta come risultato della testimonianza recata dal fratello Michele Donatacci di San Severo. Emigrò in America alla ricerca di un lavoro dignitoso, che potesse dargli una buona aspettativa di vita, e di speranza nel costruire un futuro migliore.

In America Donatacci accettò il Signore come suo Salvatore. Dopo molti anni, desiderò tornare in Italia al suo paese natio, per far conoscere l’Evangelo al parentado e ai paesani.

A San Severo, l’annuncio dell’Evangelo ebbe inizio nel 1948-49. Le prime riunioni di preghiera e lettura della Parola, si tenevano in case private: in via Leopardi, casa del falegname fr. Espedito Beatrice, in casa del fr. Michele Donatacci, che desiderava costruire un locale di culto per il Signore per far conoscere la verità e condurre anime a Cristo.

Donatacci con i suoi risparmi acquistò, nell’attuale Via Brindisi, un terreno, dove sorge il locale di culto.

Essendo muratore, partecipò con impegno ai lavori della costruzione; prima costruì la sua abitazione e poi, adiacente ad essa, iniziò a costruire il locale di culto ma i suoi risparmi terminarono.

Il fr. Donatacci aveva un cuore semplice come quello di un piccolo fanciullo ed una grande fede. Ogni mattina la sua intensa preghiera era fatta con lacrime, terminava: ”Signore, io non so come interverrai, ma questo locale sarà completato per la tua gloria!”

Dopo alcuni giorni, il postino, gli consegnò un vaglia con una considerevole offerta giuntagli da un fratello dell’America che volle rimanere nell‘anonimato. La somma pervenuta gli concesse di completare i lavori del locale di culto.

“La preghiera” ci fa conseguire copiosi frutti alla gloria di Dio; ci nutre della potenza della fede. “Confidare in Dio è la nostra vittoria!”

Donatacci, sposò una sorella di San Severo ed ebbero un figlio che dopo qualche tempo dalla sua nascita morì. A distanza di breve tempo morì anche la moglie. Donatacci rimase solo…anche in quell’oscuro e tragico periodo della sua vita egli rimase saldo nella fede…

La chiesa di San Severo è sorta nel 1953 per mezzo della strumentalità del fratello Michele Donatacci, uomo semplice di Dio.

Nel corso degli anni il Signore riempì il locale di anime che lodavano il Suo nome, molti si battezzarono in acqua ed altri furono battezzati di Spirito Santo.

Negli anni 50 dall’America arrivavano pacchi di viveri e indumenti per le famiglie bisognose. Donatacci provvedeva alla ripartizione dei pacchi; in alcuni aggiungeva di suo una somma di denaro per le famiglie più povere. Spesso si trovava in difficoltà economica. Si rivolgeva a Dio in preghiera e il Signore gli provvedeva mettendo nel cuore di alcuni fratelli, anche dall’America, di sopperire alle necessità dei bisognosi. Egli dipendeva completamente da Dio. L’amore e la generosità per i fratelli erano notevoli. «Era un pioniere, un esempio da imitare».

Negli anni ’50 – ’55 la testimonianza cristiana Evangelica era molto ostacolata dai preti; nonostante fossimo in pieno regime repubblicano, era ancora in vigore la circolare fascista che dichiarava illegale il culto pentecostale in Italia.

La durezza della persecuzione contro i pentecostali è spiegabile alla luce della verità nel rimanere fedeli a Cristo, che li aveva trasportati dalle tenebre alla luce e dagli idoli al Dio vivente!.

Essere evangelici, voleva dire andare incontro a insulti e minacce quotidiane.

“ Se siete vituperati per il nome di Cristo beati voi! perché lo Spirito di Dio, riposa  su di voi” 1 Pietro 4:14.

Le sorelle nella fede, non hanno temuto le accuse e il disprezzo, ma con la loro fedeltà al Signore, si sono distinte: nel praticare l’ospitalità ai fratelli, nel perseverare nella preghiera e nel visitare gli ammalati; la sr. Marietta Donatacci, la sr. Ninetta  Di Conna – Mastrodomenico di Pietramontecorvino che nella chiesa nascente di San Severo, andava per incoraggiare il fr. Donatacci. Le sr. Margherita Beatrice, Elena Maiolina in Colanera, Carolina Parelli, che rinnegata dal figlio, ha preferito rimanere sola pur di non rinunciare alla fede in Cristo.

Queste sorelle, che hanno costituito una delle parti più importanti della comunità di San Severo, sono già col Signore.

Il fratello Donatacci, la sera della sua dipartita, percepì che il Signore lo avrebbe portato nella dimora eterna. Si appartò nella preghiera per incontrare il suo Redentore. Diceva spesso: “Signore chiamami mentre ti sto pregando”

Il 24 maggio 1967 la sua richiesta fu esaudita, all’età di ottantadue anni spiccò il volo per il cielo. Il fr. Michele nacque nel 1885.

“è preziosa agli occhi del Signore la morte dei suoi fedeli” Salmo 116:15.

Così ricorda il fr. Giovanni Ferri sul: Risveglio Pentecostale n° 9-10, 1967, pag. 14

Chiamata a casa di un servitore di Dio

Il giorno 24 maggio c. a., alle ore 23.30 circa, il Signore ha chiamato alle Sue eterne dimore, all’età di 82 anni, il fratello Michele Donatacci, della comunità di San Severo (Foggia). Il fratello aveva accettato il Signore circa 30 anni fa in America ove si era recato per motivi di lavoro, e negli ultimi anni della sua vita si era trasferito a San Severo, suo paese natale, e viveva con sua sorella in carne, essendo rimasto vedovo da anni. In quel paese, con i risparmi del suo lavoro, il fratello Donatacci aveva costruito un locale di culto attiguo alla sua abitazione, locale che aveva donato all’Opera. In quanti lo abbiamo conosciuto è rimasto un caro ricordo ed un esempio da imitare. Era un uomo pieno di zelo per il Signore e per i Suoi santi, ed il suo cuore era semplice come quello di un piccolo fanciullo, sovente i suoi occhi si riempivano di lacrime all’udire il messaggio dell’Evangelo, mentre le sue labbra pronunziavano lode al Signore.

Per il modo particolare in cui è avvenuta la sua morte, crediamo utile raccontarlo a quanti leggono quest’articolo, certi che possa essere d’incoraggiamento e di sprone. Il fratello da qualche tempo soffriva di un male che lo tormentava giorno e notte. Il giorno della sua morte, al termine della riunione di culto, con alcuni fratelli, ci siamo recati a casa del fratello e lo abbiamo trovato a letto. Le parole che egli ci rivolse, sembravano parole di commiato. Ci raccontò, che ormai la sua gioia era di lasciare questa terra e andare ad abitare col Signore, mentre il suo volto sia pur segnato dalla sofferenza, pareva illuminarsi sempre di più. Lo abbiamo lasciato a ora tarda per ritornare a Foggia, e il fratello Donatacci, dopo circa mezzora, si è alzato dal letto per sedersi con i suoi familiari e consumare la cena. Verso le 11.30 sua sorella in carne l’ha visto dirigersi verso il bagno, dopo averle dato uno sguardo così profondo che mai prima di allora le aveva dato. È stato nel bagno che poco dopo l’hanno trovato con lo spirito già dipartito dal corpo, e inginocchiato.

Ai funerali che si sono svolti con grande solennità, era presente un popolo numeroso di credenti giunti dalla chiesa di Foggia e provincia oltre ai fedeli della chiesa locale. Il culto è stato tenuto dal fratello Rosania che ha indirizzato una parola di ammonimento, ricordandoci ancora una volta che qui, sulla terra, non abbiamo una fissa dimora, ma che la nostra Patria è col Signore.

Il nostro pensiero e le nostre preghiere sono per i familiari del fratello scomparso, e specialmente per la sua sorella, affinché il Signore li conforti.

G. FERRI

La comunità nascente era curata dal fr. Giuseppe Laricchia (venditore ambulante) di Lucera con la collaborazione dei f.lli Attilio Di Gennaro, Brigante e Giovanni Lizzi anch’essi di Troia; a incoraggiare la chiesa partecipava anche il fr. Francesco Giancaspero di Triggiano.

Nel 1956 Giovanni Ferri, pastore della chiesa di Foggia, iniziò a visitare la comunità di San Severo con la collaborazione dei f.lli Angelo Campagna, Michele Rutigliano La chiesa era spesso visitata anche da altri fratelli, ma in maniera occasionale: Mario Torraco, Vincenzo Mobilia, Antonio Milo, Franco Cassio, Riccardo Vitrani.

Dio benediceva la chiesa di San Severo, crebbe di numero e ci furono anche molti battesimi in acqua e di Spirito Santo. La chiesa fu arricchita di molti giovani, i quali decisero di formare una corale.

In seguito alle dimissioni del fr. Ferri, Rosania fu eletto pastore della chiesa di San Severo dal 1988 fino al 2000. Raggiunta l’emeritazione del fr. Rosania, venne per poco tempo il fr. Enrico Caravaggio. Il fr. Giuseppe Giuliani proveniente dalla comunità di Cerignola se ne pese cura dalla fine del 2000 al 2002 circa. A seguito delle sue dimissioni, il Comitato di Zona mandò il fr. Michele Rutigliano che non rimase per molto tempo perché prossimo alle dimissioni per limite di età. Subentrò come pastore il fr. Sebastiano Bozzon proveniente da Roma che vi rimase per qualche anno fino alla venuta del fr. Fulvio Tarabella dal settembre 2009, attuale pastore delle comunità di San Severo, Foggia, (chiesa Piazza Scaramella), San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis e Lucera.

Un fanciullo che divenne araldo del Vangelo.

Peppino Ortore nacque a San Severo il 10 giugno  del 1943 in una famiglia povera e numerosa.

Aveva dieci anni. Un giorno uscito dalla scuola, con la cartella di cartone ritornava a casa; vide un uomo anziano che si affaticava a spingere un carretto carico di legna; gli chiese posso aiutarti? Magari! Gli rispose.

Il fanciullo aiutò l’anziano a spingere il carretto fino alla sua falegnameria. Tra il ragazzo e l’anziano evangelico, Espedito Beatrice, nacque un’amicizia; gli parlava di Gesù del Suo amore e di come Egli aveva offerto la sua vita per salvare i peccatori.

Peppino faceva il chierichetto nella chiesa cattolica ed era molto amato dal parroco don Felice. Il fanciullo era attratto dalle cose grandi di Gesù che Espedito gli narrava. Andava in falegnameria non per aiutarlo, ma per conoscere la verità. Sebbene fosse piccolo chiese al Signore “qual è la strada che devo seguire?… parlami!”

Peppino, nella sua tenera età lavorava in una fornace di mattoni, un lavoro molto pesante per un bambino. Un giorno gli fu regalata una pesca, (la colazione del giorno seguente) pensò, “Signore: metterò questa pesca in un posto in vista, se sarà presa e mangiata vuol dire che continuerò a fare il chierichetto nella chiesa cattolica, se invece non sarà vista né mangiata vuol dire che ti servirò  nella chiesa evangelica.”

Peppino chiese alla mamma: “Quando fai il bucato?” “Domani rispose la mamma ho molti panni da lavare”. Peppino mise la “pesca” nel tiretto delle mollette. 

La sera al suo rientro dal lavoro disse: mamma hai fatto il bucato? Si! Ho finito tutte le mollette nel tiretto. Aprì il tiretto, mancavano tutte le mollette, erano state utilizzate per stendere i panni ma la “pesca” non era stata vista né “mangiata”.

Dio rispose alla richiesta del fanciullo che afferrò per certa la risposta di Dio nel suo cuore. Fu il primo bambino a convertirsi all’Evangelo. Fin dalla sua tenera età fu un instancabile araldo della Verità. Dio aveva un piano per lui. Sebbene piccolo egli lasciò che il Signore lo adempisse. Crebbe annunciando la Parola di Dio Aveva un grande amore per i fratelli, si disponeva per il loro bene. Si prese cura del fr. Espedito, di sua sorella Margherita e della sr. Carolina; un amore filiale. Rimase fedele fino alla fine. Anche negli ultimi giorni di vita, nonostante fosse malato, si recava negli ospedali a incoraggiare altri ammalati dicendo “dobbiamo essere pronti per incontrare Gesù”.

Il 6 settembre 2018, Peppino è stato promosso alla gloria, nel riposo dei santi.

In chiesa, ai suoi funerali, erano presenti oltre cinquanta credenti (famigliari e amici) a cui Peppino aveva annunciato l’Evangelo portandoli a Cristo e alla salvezza.

La chiesa gremita non poté contenere la numerosa partecipazione dei fedeli provenienti anche dalla provincia. I funerali furono celebrati dal fr. Fulvio Tarabella.

“Perché non mi sono tirato indietro dall’annunciarvi tutto il consiglio di Dio” Atti 20:27.

La chiesa di San Severo è in Via Brindisi, 59.

      Le attività:

La domenica culto di adorazione ore 10.45.

La domenica scuola domenicale due classi ore 10.45.

Mercoledì studio biblico ore 19.00

Giovedì preghiera anziani ore 19.00

Venerdì preghiera comunitaria ore 19.00

Riunioni di preghiera a settimane alterne ore 7.00 e ore 21.00

Gruppo musicale kinnor Live Band formato dai più giovani appartenenti alle comunità della provincia di Foggia.

La comunità di San Severo è una chiesa viva, che glorifica Dio, ripiena di Spirito Santo; conta più di settanta fedeli comunicanti ed è una delle comunità più numerose della provincia di Foggia.

“….SIGNORE, da’ vita all’opera tua nel corso degli anni!…” Abacuc 3:2

Testimonianze raccolte:

Il 5-7-2019 in Chiesa dalla sr. Santina Pignatelli.

Il 17-7-2019 in casa della sr. Elia Mastrodomenico e Lucia Colanera.

Il 20-8-2019 in casa della sr. Soccorsa (moglie di Peppino Ortore) e del figlio Enzo.

Alcune note tratte dalla testimonianza del fr. Michele Rutigliano.

Maria Torraco